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L’Immersione allo Scoglio Del Medico

Lo Scoglio del Medico

Immersione Mistica

Puntando in direzione nord, dopo circa mezz’ora di lenta navigazione costeggiando l’Isola, inizia ad intravedersi un piccolo isolotto, uno scoglio isolato in mezzo al mare, una roccia nuda il cui profilo ricalca quasi alla perfezione quello dell’Isola più grande che gli sta accanto. Un satellite di Ustica, che sta a guardia del mare, della costa. Lo Scoglio del Medico rappresenta uno dei siti di immersione più agognati dai subacquei visitatori di Ustica; qui si riuniscono banchi di Barracuda e Ricciole, tra i suoi cunicoli e cavità vivono Cernie di notevoli dimensioni e dalla livrea screziata d’oro e Dotti dal rostro allungato; i predatori si avvicinano alle acque basse e calde che lambiscono lo Scoglio per nutrirsi dei grandi banchi di Sardine, Salpe, Saraghi. In alcuni periodi, con un pizzico di fortuna, si possono avvistare Mobule, Pastinache e Aquile di Mare, che si spingono fino alla costa alla ricerca di cibo ma si eclissano subito nelle profondità pelagiche. La ricchezza di questo sito di immersione va ricercata principalmente nella sua posizione: lontano dalla costa, confinante con la zona di riserva integrale dell’AMP, tratto di mare che da trentuno anni viene interdetto anche alla balneazione e alla navigazione, tutelandolo e conservandolo intatto, preservandolo dall’incursione umana.

L’origine del nome Scoglio del Medico è cartografica, anche se alcune leggende narrano di un giovane medico che vi si lasciò morire per amore di una donna. Barcaioli e guide subacquee si dilettano in racconti mistificatori che avvalorano il fascino del sito di immersione più cangiante di tutta l’isola. Ma una parte di mitologia nella storia del suo nome c’è davvero; sulle antiche carte nautiche lo scoglio appare col toponimo “Scoglio Omerico”, la cui versione dialettale siciliana “O Mericu” spiega l’adattamento a Scoglio del Medico. Secondo gli studiosi lo scoglio “segnava il limite estremo, al di là del quale i marinai antichi, che da Palermo percorrevano le principali rotte di navigazione, scorgevano il vasto mare aperto prima di tornare a vedere terra.”(Gianfranco Purpura, 1999).        Basandosi su questa interpretazione si è risaliti all’espressione greca che si riferiva allo scoglio e che significa “scoglio congiunto”, ad indicare quell’entità rocciosa che rappresentava il tramite tra la vicina terra e la vastità del mare.

Ma sotto la superficie dell’acqua quanta di quest’aura magica marinaresca rimane? Di certo gli antichi navigatori non avevano idea della vita sottomarina che animava le acque basse circondanti lo scoglio. Ma navigandoci attorno la limpidezza delle acque di Ustica permette di scrutare il fondale e magari intravedere qualche grossa sagoma scura nuotare tra il verde, l’azzurro, il giallo, l’arancio delle rocce ricoperte di alghe e spugne; dalla superficie si possono intravedere movimenti di piccoli pesci, mulinelli d’acqua creati dalla corrente.

Lo scoglio non è un unico sito di immersione, infatti i percorsi subacquei disponibili sono molteplici; dal lato sud si può accedere ad un grande tunnel, il cui accesso è nascosto tra le rocce: dopo un breve stretto passaggio si allarga una grande sala sottomarina, buia solo al principio, che si apre su un palcoscenico blu, dominato da uno scoglio piramidale. Costeggiando la galleria si accede ad un’altra serie di cunicoli coloratissimi; verde, rosa, arancio, il giallo dei Parazoanthus e degli Astroides, crostacei, innumerevoli specie di nudibranchi, echinodermi, polpi. Attraverso questo labirinto di pietra si arriva al blu, ancora qualche enorme titano di roccia, e poi un pianoro, come una terrazza sul mare, da cui si possono vedere i veri protagonisti: Barracuda, Ricciole, Cernie e Dotti che si spingono oltre questo antico punto di non ritorno. Dal pianoro si accede a due canyons molto suggestivi, due profonde spaccature che entrano nel cuore dello Scoglio e all’interno delle quali trovano dimora Magnose, Nudibranchi di ogni tipo e le cui pareti sono ricoperte da spugne colorate e alghe. Sulla via del ritorno qualche Ricciola curiosa insegue e controlla i subacquei, nuvole di piccoli pesci animano l’acqua e la luce filtra illuminando le loro argentee livree. In sosta di sicurezza il paesaggio marino è affascinante, le Castagnole e le Donzelle Pavonine si intrecciano in un nuotare frenetico. Ma quello che ancora in pochi hanno esplorato è il lato Nord dello Scoglio del Medico: penetrando nella roccia, attraverso una stretta spaccatura, si accede al lato che affaccia verso il mare aperto e si comincia a circumnavigare l’isolotto, costeggiando ripide pareti, percorrendo canyons e tunnel, in un gioco di luce che sola anima quel tratto di mare silenzioso. Si raggiunge quindi il pianoro e si torna verso il punto di partenza, terminando il viaggio a 360° dello Scoglio; un percorso questo che rimane esclusiva di poche esperte guide subacquee che conoscono a menadito tutti gli anfratti del Medico.