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Foramen Ovale Pervio e Sicurezza in Immersione

Foramen Ovale Pervio e sicurezza in immersione

Nel giugno del 2015 a Montréal si è tenuto un interessante workshop, organizzato dal DAN, riguardante un difetto congenito cardiaco potenzialmente pericoloso per l’attività subacquea: il Foramen Ovale Pervio. Si tratta di una apertura che durante la vita fetale mette in comunicazione gli atri destro e sinistro e permette al sangue ossigenato proveniente dalla placenta di bypassare il circolo polmonare e fluire direttamente nel cuore sinistro e da qui alle strutture del collo e della testa. Il Foramen Ovale è delimitato da due strutture distinte, septum primum e septum secundum, che si sviluppano nel corso della vita embrionale e dividono parzialmente l’originaria unica cavità atriale in due. Entrambi questi “divisori” non sono completamente chiusi e creano un passaggio tramite cui fluisce il sangue da destra a sinistra. Poiché prima della nascita la pressione a livello dell’atrio destro è maggiore rispetto a quella dell’atrio sinistro  il sangue uterino che arriva al cuore passa tramite il Foramen Ovale in atrio sinistro, grazie anche all’aiuto della valvola di Eustachio che direziona il flusso attraverso tale apertura. Al momento dell’espansione polmonare determinata dal primo respiro i ruoli si invertono: le resistenze vascolari polmonari crollano e il flusso sanguigno polmonare aumenta considerevolmente, determinando un aumento del ritorno venoso e l’aumento di pressione in atrio sinistro; contemporaneamente la pressione in atrio destro diminuisce. Come conseguenza il Foramen Ovale viene chiuso funzionalmente dal collabire del septum primum sul septum secundum; la chiusura anatomica, determinata dalla proliferazione di tessuto connettivo fibroso, avviene nelle settimane successive alla nascita. (Fig. 1)

 

Fig.1: cambiamenti nella circolazione fetale dopo la nascita.

Nella maggioranza della popolazione a seguito dell’apposizione dei setti avviene una cicatrizzazione e quindi una permanente fusione che impedisce ogni comunicazione interatriale. Non sempre questo fenomeno avviene correttamente: in molti casi la cicatrizzazione non si compie in maniera idonea ed è possibile che i lembi si aprano con un meccanismo a valvola qualora la pressione dell’atrio destro ecceda quella del sinistro; in alcuni casi invece permane una comunicazione tra gli atri per la mancata coalescenza dei due setti, è il caso del Patent Foramen Ovale (PFO; fig.2). Più raramente una incompleta formazione del septum secundum determina la presenza di un difetto interatriale. L’incidenza del PFO nella popolazione è di circa il 30%.

Fig. 2: persistenza del Foramen Ovale

Normalmente la pervietà del Foramen Ovale non genera alcuna sintomatologia se non in condizioni che comportano un aumento della pressione nell’atrio destro come tosse, vomito, manovra di Valsalva, ipertensione polmonare, immersione subacquea. L’aumento di pressione determina un passaggio di sangue da destra a sinistra tramite il Foramen (shunt). Tale passaggio può portare al verificarsi di un fenomeno chiamato embolia paradossa e, nel caso di subacquei, di malattia da decompressione, soprattutto a carico del sistema vestibolo cocleare, del cervello, del midollo spinale e della cute.

La diagnosi di PFO può essere fatta attraverso tre differenti metodiche: ecografia trans toracica (TTE), ecografia trans esofagea (TEE), ecodoppler transcranico (TCD). Tutte eseguite dopo iniezione di un mezzo di contrasto costituito da una soluzione salina contenente piccole bolle d’aria, tramite il quale si evidenzia la presenza dello shunt destra-sinistra. La seconda metodica è considerata la più diagnostica perché si riesce a visualizzare in maniera ottimale l’atrio sinistro.

Al workshop del DAN è stata discussa approfonditamente la correlazione tra insorgenza di MDD e la presenza di shunt destra-sinistra data dal PFO. Tale difetto può predisporre alla arterializzazione di emboli gassosi venosi dopo l’immersione: il passaggio cioè di bolle dal circolo venoso a quello arterioso tramite shunt destro-sinistro. L’accumulo di micro bolle di azoto nel circolo venoso dopo l’immersione è un evento assolutamente normale; tali micro bolle vengono per la maggior parte eliminate tramite l’espirazione, non causando alcun problema. Ma se il filtro polmonare viene bypassato attraverso lo shunt una quota considerevole di micro bolle può passare nel circolo arterioso e determinare MDD. I tessuti maggiormente colpiti risultano essere l’orecchio interno, il cervello, il midollo spinale e la cute, ma per diversi motivi. L’orecchio interno, la cute e il midollo vengono considerati organi “supersaturi” poiché tendono ad accumulare una quota considerevolmente maggiore di micro bolle rispetto ad altri e necessitano di un periodo più lungo per eliminarle e sono quindi più sensibili a formare bolle grandi, con carattere ostruttivo e determinanti l’insorgenza di sintomatologia. Il cervello invece, essendo più irrorato di altri tessuti, riceve una quota maggiore di bolle silenti. Naturalmente in caso di immersioni con decompressione, immersioni ripetute e sforzi di compensazione il rischio di sviluppare MDD aumenta. E’ importante comprendere che il PFO rappresenta un fattore di rischio anche in immersioni svolte in curva di sicurezza in quanto i cambiamenti fisiologici che avvengono durante la discesa a pressioni maggiori rispetto a quella atmosferica e le manovre di compensazione possono determinare un aumento della pressione venosa centrale e quindi della pressione atriale destra causando lo shunt destra-sinistra. Il “blood shift” indica una reazione che si realizza sempre, sia pure con intensità diversa, in tutte le condizioni d’immersione: per effetto della pressione dell’acqua la massa sanguigna è spinta dalla periferia del corpo e dalla cavità addominale verso il torace, aumentando il ritorno venoso in atrio destro. La manovra di Valsalva consiste in una espirazione forzata a glottide chiusa, che viene utilizzata dal subacqueo per compensare la differenza di pressione che si crea a livello dell’orecchio medio in immersione; al rilasciamento del diaframma avviene un improvviso e cospicuo ritorno di sangue dalle vene cave in atrio destro che può consentire lo shunt destra-sinistra. E’ importante considerare che qualora il PFO sia molto grande non vi è la necessità che intervengano considerevoli variazioni di pressioni interatriali e lo shunt destra-sinistra può essere spontaneo, determinato solo dalla contrazione atriale o dal flusso delle vene cave. Bisogna quindi mettere insieme diverse variabili per concepire l’importanza di tale difetto congenito all’interno di una normale attività subacquea ricreativa. Innanzitutto più il PFO è grande maggiore è il rischio di sviluppare MDD; immersioni ripetute e con intervallo di superficie non adeguato, profili di immersione a yoyo, immersioni che richiedono decompressione possono predisporre a sviluppo di MDD in tessuti supersaturi; difficoltà a compensare l’orecchio medio, congestioni delle vie aeree, stati di ipercoagulabilità sanguigna, sforzi fisici dopo l’immersione e altri fattori predisponenti lo shunt convergono tutti a creare le condizioni per la manifestazione di una MDD. E’ necessario che molteplici fattori intervengano nello stesso momento, soprattutto che, in seguito ad uno shunt destra-sinistra, evento raro e che nella stragrande maggioranza dei casi richiede un fenomeno provocatorio, le bolle silenti raggiungano in grande quantità gli organi target. (Fig.3: teoria del formaggio Svizzero: per spiegare gli eventi che concorrono alla MDD in un soggetto con PFO)

Fig. 3 Swiss Cheese Theory

Cosa fare in caso venga diagnosticato un PFO ad un subacqueo? Chiaramente il consulto tra il cardiologo e il medico iperbarico sarà di grande aiuto per consigliare la strategia migliore. Le opzioni suggerite potranno essere tre: adozione di misure di sicurezza aggiuntive per l’attività subacquea ricreativa, chiusura chirurgica del difetto, interruzione dell’attività subacquea E’ fondamentale capire che la chiusura del PFO non esclude l’insorgenza di MDD ma sicuramente impedisce l’arterializzazione degli emboli gassosi venosi. Per quanto riguarda la prima opzione la Swiss Underwater and Hyperbaric Medical Society ha creato una tabella di raccomandazioni per i subacquei con PFO di II e III grado (Low Bubble Diving), finalizzata a prevenire la creazione di micro bolle, che invitiamo caldamente a leggere.

-(http://www.suhms.org/downloads/Flyers/net_PFO%20It%2016_09.pdf.)

Aggiungiamo anche i link del workshop del DAN e l’articolo pubblicato sul sito internet del network:

https://www.diversalertnetwork.org/research/Conference/2015PFOFTDProceedings/2015-pfo-workshop-proceedings.pdf.

https://www.diversalertnetwork.org/medical/articles/Patent_Foramen_Ovale

Sara De Pieri

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Pensieri ed Auguri di Natale

Si è parlato molto di alberi di Natale spelacchiati, estremamente e ingiustificatamente costosi, indegni e non emblematici. Per giorni i telegiornali hanno cercato di creare notizia sparlando di poveri abeti rinsecchiti e regali dell’ultimo minuto. Noi invece abbiamo le cornee rinsecchite dal vento dicembrino, viaggiamo imbottiti e imbruttiti che l’omino Michelin al confronto potrebbe sembrare attraente e ci scaldiamo con le stufe a gas, arrotolati nelle coperte, come in letargo. E di certo non si fa caso all’abete tagliato di fresco, alla decorazione più sfarzosa, al “rigoglio” della chioma sempreverde. Questo è il periodo dell’anno in cui non si è mai così lontani dalla stagione estiva, in cui ci si ingegna per migliorare, prolungare, ottimizzare, rinnovare, reinventare la propria attività. Mesi durante i quali questa isola diventa irraggiungibile, o diventa impossibile abbandonarla, mesi durante i quali non si possono fare programmi e ci si ingegna per riempire il tempo, che non è più scandito dalla routine estiva.  Il mare si ingrossa e la salsedine invece che indorarti la pelle la inaridisce; il vento non accenna mai a calare, ulula e vibra tra le pareti delle case, ti sveglia la notte, ti “stona” di giorno. Passeggiate nel bosco deserto, umido, rimbombante di richiami e canti di uccelli, a raccogliere qualche fungo, qualche erba spontanea, a procacciarsi una cena alternativa. Accendi la televisione per vedere cosa succede nella vita degli altri e la notizia più sensazionale del giorno parla di un abete spoglio. Allora decidi di spostare lo sguardo  alla Colombara che spumeggia, al trifoglio che trionfa lussureggiante sulla terra, ai limoni, ai mandarini e alle arance che addobbano gli agrumeti. Ti prepari anche tu al Natale, le famiglie divise organizzano grandi rimpatriate, in piazza si vedono eremiti che scelgono le fredde coste di Ustica per festeggiare.

Dalla famiglia del Diving Center Ustica Buone Feste, augurandoci che nei programmi futuri ci sia un posto anche per l’Isola.

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La Vita In Breve (Delirio di un’immersione subacquea)

Si chiude oggi la stagione 2017,  la settima da quando abbiamo deciso di intraprendere questa bellissima avventura .

Come ogni anno quando termina la stagione  ci pervade quel senso di nostalgia che anticipa l’inverno. Le belle giornate estive, le immersioni, le risate, praticamente tutto è perfetto in quei mesi estivi. Vorremmo che i ricordi di questi intensi mesi conservassero la loro vividezza, che le immagini d’acqua conservassero la loro umidità, senza diventare croste di sale essicate al freddo dell’inverno.

Condividiamo con voi queste bellissime parole del grande amico Maurizio Indirli che da tantissimi anni dimostra  un amore incommensurabile per l’Isola di Ustica e che con questo “delirio” descrive quello che è uno dei siti di immersione più famosi dell’Isola di Ustica , la Grotta dei Gamberi. Per continuare a immergerci nelle nostre case, nei nostri letti, nei nostri sogni.

LA VITA IN BREVE
(Delirio di un’immersione subacquea)
Nel blu. Dolcemente.
Cadere, piano. Silenzio e soffici sciacquii.
Sospenditi, ora. Ad un cuscino d’aria, pezzetto di nuvola.
Ancora cadere, piano. Dal cielo al fondo, dall’idea alla natura, dal pensiero al
ventre.
E il ventre, cavernoso, senza ombra di paura, la sua bocca mi comprende.
Pensiero e respiro, costanti e liquidi.
Invisibile centro. Zero degli zeri. Inizio.
Raccogli l’esperienza dei sensi, lame di luce nella mente.
Esplorare il buio come un gioco: lievi i primi sorrisi, sogni a forma di pesci.
E se il gioco diventasse gorgo e il sogno giostra: primo girotondo d’ubriaco,
primo ebbro abbandono.
Quando color seppia fosse morte e il cerchio si chiudesse in danza macabra.
Quando un’altra cavità ti aspetta e infinita.
Una mano, un compagno, un saggio. Una forza ti rialza, coraggio e quiete.
Tempo inesorabile della crescita.
Tempo di matura uscita.
L’occhio azzurro in alto attende una lacrima, un dolore, una violenza.
La fine del tunnel, il tuo destino. Ci devi passare, il tuo destino.
Nessuno chiede di esistere. Preferiresti il nulla?
Tanti modi di andare avanti e tornare indietro.
Sono di nuovo nato, scoppio di luce e baluginare di termoclìno.
Sono di nuovo nato, tra bolle d’aria gonfie verso la superficie.
Tra il nuoto sontuoso delle cernie, i lampi in branco delle salpe. Pinne nobili
ficcate nella sabbia, verde delle posidonie.
Sono di nuovo nato, la grotta porosa alle mie spalle.
Sotto il pelo dell’acqua che divide dal mondo, aspettiamo, in beata sospensione.
Donzelle e castagnole aggrediscono in massa i ricci spaccati: nostri fuochi
artificiali.
La chiglia della motonave all’ancora.
Non ha fretta.

 

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Verso i fondali Usticesi

La mattina basta arrivare in prossimità del porto , di fronte allo Stella Marina , per rendersi conto della dell’importanza e del ruolo che ha la subacquea ad Ustica.

Il rombo incessante dei compressori per ricaricare le bombole inizia a svegliare i subacquei più assonnati.

Come tutte le mattine , dalla prima metà di Aprile fino a fine Ottobre , la musica è la stessa.

I subacquei hanno appuntamento alle 8.20 in banchina . Ma la vita per gli equipaggi dei Diving Center , inizia alle prime luci dell’alba. Il tempo di sgranchirsi un pò le ossa , tuffo in acqua , si recupera il gommone ormeggiato al centro della cala Santa Maria , controllo generale al motore , benzina ok , olio ok , si sistemano le cime , secchiate energiche per togliere quello che i gabbiani hanno mangiato la sera prima , e poi tutti pronti al carico e scarico .

I furgoni iniziano ad arrivare . La banchina Barresi si colora .Ogni zona dell’approdo è occupata.

Bombole , gruppi ARA , ceste , mute , pinne , maschere , attaccapanni , vasche per lo sciacquo , ed attrezzature subacquee di ogni tipo , grandezza e marca .

I componenti dei vari diving center si riconoscono dalle variopinte T-shirts , i clienti iniziano ad arrivare.

Italiani , Francesi , Tedeschi , Americani , Svizzeri , Olandesi , Spagnoli , Cinesi , Giapponesi , Arabi , il piccolo approdo dell’Isola diventa centro del mondo.

Carpetta alla mano , si fa la conta di chi c’è e di chi manca all’appello. Se il vento arriva da Sud si va tutti a Nord e viceversa. Si caricano le attrezzature .

“Check” sull’equipaggiamento di emergenza : Ossigeno , Radio , salvagente , cassettina medica , tutto è OK , finalmente si parte alla scoperta dei fondali della prima Riserva Marina d ‘ Italia .

Durante la breve navigazione per raggiungere il sito di immersione si ride , ci si conosce , si scambiano opinioni , si parla di politica , di viaggi passati , di mare , ma principalmente si parla di Ustica.

Arriviamo al sito di immersione , prua al vento , apriamo la bandierina sub , fondo all’ancora e ci siamo .

Le guide attirano l’attenzione dei subacquei che accompagneranno in immersione, attimo di serietà: inizia il Briefing.

Prima dell’immersione si raccomanda di controllare ulteriormente le attrezzature , il livello dell’aria , viene spiegato il percorso che verra fatto , i segnali , le procedure di emergenza , le correnti , ad ogni subacqueo viene affidato un compagno , mantenere il sistema di coppia in immersione è fondamentale . Spalle al mare , tuffo all’indietro .

Inizia il Sogno.

Il mare e i suoi fondali opalescenti , la spettacolare bellezza dei suoi declivi , la stupefacente esplosione dei colori dei pesci , dei coralli che affollano questi fondali , le grotte profonde , buie , nascoste da tonnellate d’acqua , mare investito nei giorni di Luglio dai raggi solari , che come spade trafiggono l’anima di che li osserva dal silenzio che regna sovrano; il modo più semplice per sentirsi partecipi, finalmente , dell’equilibrio dell’universo .

Immergersi alla Grotta Dei Gamberi è come rinascere , come ritornare nel ventre materno , un ventre ricoperto da migliaia di Parapandali , spugne di ogni tipo , Musdee curiose che approfittano della luce dei subacquei “profani” per fare scorpacciate di gamberi , per poi arrivare all’uscita dove ti aspetta la luce , la rinascita.

Lo Scoglio Del Medico dalle mille leggende, con i suoi innumerevoli canyons , i suoi molteplici percorsi , le enormi Cernie che ti accompagnano tra un pinnacolo ed un altro , in un’ immersione indimenticabile .

La Secca Della Colombara , lontana un miglio dalla costa , a Nord , lì in mezzo al mare verrai accolto . Accolto da miriadi di barracuda che sul grande pianoro della Secca iniziano la loro danza circolare, che ammalia chi ha la fortuna di vederla. Le grosse e possenti  ricciole che nei giorni di Giugno e Settembre regnano sovrane , ricciole attratte dalla nostra presenza si avvicinano incuranti del pericolo , a pochi metri , a volte centimetri , facendo sgranare gli occhi dei subacquei incantati, tra mille flash di fotografie . I dotti e le cernie dorate  guardiani del relitto ITA affondato nel 2005 , ormai ricoperto completamente da vegetazione . Castagnole , sardine , cirri , occhiate e le dorate salpe, un po più giù tanute e dentici conrnice di un’immersione unica .

La giornata volge al termine intorno alle 19.00 , appuntamento al diving center dove ti aspetta una birra gelata , i racconti di esperienze vissute in mare , nella parte più intima di essa , nel profondo .

Per staff

Quei Bravi Ragazzi!

Una bellissima settimana all’insegna dei bravi ragazzi .

Tancredi , Pietro , Salvatore , Antonio , Angelo , cinque amici , una classe eccellente ( classe 2001) che con la loro simpatia e freschezza hanno riempito le nostre giornate .

E’ stato bello trasmettere la nostra passione e conoscenza subacquea ad una classe cosi giovane .

Volevo ringraziare personalmente “QUEI BRAVI RAGAZZI ” per l’entusiasmo che hanno trasmesso e per la dedizione che hanno impiegato per ottenere il loro primo brevetto subacqueo ; una speranza per le generazioni future e per l’attività subacquea .

ATTENZIONE MARI DI TUTTO IL MONDO ARRIVANO QUEI BRAVI RAGAZZI!!

Jonathan Cecchinel.

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Congratulazioni ragazzi!!!

Congratulazioni a Pasquale Arnò e a Federico Sartorio che con tanta determinazione e passione hanno superato senza batter ciglio ed in modo eccellente gli esercizi  e le prove del  corso Advanced Open Water Diver.

Vi auguro tante bellissime avventure subacque.

continuate cosi ragazzi!!

Dive With UStica!!

 

Per staff

Benvenuto Luglio!

Per visitare Ustica non servono motivazioni. Di solito chi arriva sull’isola è mosso o dal desiderio di ritornarci oppure da una magica combinazione di fattori che includono – tra gli altri- il destino, fortunati allineamenti planetari o la voglia di scoprire una delle poche isole dai fondali ancora incontaminati del Mediterraneo.

Se queste circostanze non si fossero verificate, con l’arrivo del mese di luglio esistono almeno 6 buone ragioni che convinceranno chi ancora si fosse deciso a  mettere in valigia lo stretto indispensabile e partire per un’esperienza che resterà impressa negli occhi e nel cuore di chi la vive per molto, molto tempo.

  1. TANTO PESCE. Con l’aumento delle temperature sopra e sotto l’acqua, il pesce si avvicina alla costa e aumentano le possibilità di avvistare nel blu ricciole, cernie e barracuda. Sempre se non siete troppo concentrati a scovare qualche raro nudibranco in parete.
  2. METEO FAVOREVOLE. In luglio le condizioni meteo sono di solito ottimali, con giornate calde ma non afose, correnti meno forti e la possibilità di godere di lunghe giornate di sole, non dimenticando la regola della pennichella pomeridiana che vi terrà K.O. almeno fino alle 4 del pomeriggio.
  3. POCO TURISMO. Come dicevano i romani, in medio stat virtus: luglio è un perfetto compromesso tra la tranquillità di giugno e l’affollamento di agosto, per godere di immersioni rilassate con tutto lo staff dell’Ustica Diving Center a disposizione. E serate frizzantine in paese brindando alla salute del vostro compare appena conosciuto.
  4. PROMOZIONI VANTAGGIOSE. Il Diving Center Ustica offre solo per luglio il corso Deep Diver, comprensivo di 10 immersioni (5+5) in promozione a 400 euro (!!!). Se invece al posto di esplorare gli abissi preferite ridurre il Martini Effect (anche se c’è anche chi lo trova piacevole), potete sfruttare la promo sul corso Nitrox, sempre con 10 immersioni comprese, a soli 350 euro.
  5. ALLOGGIO ECONOMICO. L’afflusso turistico contenuto (vedi punto 3) vi permetterà di trovare più facilmente una sistemazione sull’isola, ma se non avete a disposizione un grande budget vi conviene approfittare del pacchetto che prevede 7 notti all’hotel Diana in formula B&B + 6 immersioni al Diving Center Ustica a 485 euro. Con i 15 euro che vi rimangono per arrivare a 500, ci sta anche un assaggio dei famosi gamberi crudi che trovate solo qui e che vi faranno riconsiderare radicalmente il concetto di sushi derivato dai pessimi All you can Eat, che oramai si trovano anche nel paesino più sperduto dell’Aspromonte.
  6. FESTEGGIARE CON HEMINGWAY. Se pensate che il vecchio Ernesto sia ormai passato a miglior vita, potreste ricredervi dopo aver incontrato la sua reincarnazione, un usticese DOC che guarda caso compie gli anni proprio a luglio – il 17 per la precisione. Se siete fortunati sarete addirittura invitati a farvi un cicchetto con lui, ascoltando numerosi aneddoti subacquei, come quella volta in cui avvistò a Punta Galera una balena. D’accordo che era una megattera e non una balena bianca, ma per essere nel Mediterraneo l’evento fu abbastanza epico.

Se dopo aver letto questi 6 punti ancora non foste convinti a prenotare il volo per Palermo, forse dovreste riconsiderare il vostro concetto di vacanza  e optare per un pacchetto All-incusive in un villaggio turistico.

Se invece state già controllando gli orari degli aliscafi perché non vedete l’ora di approdare, lo staff dell’Ustica Diving Center è pronto a darvi il benvenuto e a farvi provare il significato dell’ospitalità siciliana, che vi renderà molto difficile il dover ripartire. O, a seconda dei punti di vista, molto semplice il ritornare.

Il Riccio di Prateria

Per staff

L’Immersione allo Scoglio Del Medico

Lo Scoglio del Medico

Immersione Mistica

Puntando in direzione nord, dopo circa mezz’ora di lenta navigazione costeggiando l’Isola, inizia ad intravedersi un piccolo isolotto, uno scoglio isolato in mezzo al mare, una roccia nuda il cui profilo ricalca quasi alla perfezione quello dell’Isola più grande che gli sta accanto. Un satellite di Ustica, che sta a guardia del mare, della costa. Lo Scoglio del Medico rappresenta uno dei siti di immersione più agognati dai subacquei visitatori di Ustica; qui si riuniscono banchi di Barracuda e Ricciole, tra i suoi cunicoli e cavità vivono Cernie di notevoli dimensioni e dalla livrea screziata d’oro e Dotti dal rostro allungato; i predatori si avvicinano alle acque basse e calde che lambiscono lo Scoglio per nutrirsi dei grandi banchi di Sardine, Salpe, Saraghi. In alcuni periodi, con un pizzico di fortuna, si possono avvistare Mobule, Pastinache e Aquile di Mare, che si spingono fino alla costa alla ricerca di cibo ma si eclissano subito nelle profondità pelagiche. La ricchezza di questo sito di immersione va ricercata principalmente nella sua posizione: lontano dalla costa, confinante con la zona di riserva integrale dell’AMP, tratto di mare che da trentuno anni viene interdetto anche alla balneazione e alla navigazione, tutelandolo e conservandolo intatto, preservandolo dall’incursione umana.

L’origine del nome Scoglio del Medico è cartografica, anche se alcune leggende narrano di un giovane medico che vi si lasciò morire per amore di una donna. Barcaioli e guide subacquee si dilettano in racconti mistificatori che avvalorano il fascino del sito di immersione più cangiante di tutta l’isola. Ma una parte di mitologia nella storia del suo nome c’è davvero; sulle antiche carte nautiche lo scoglio appare col toponimo “Scoglio Omerico”, la cui versione dialettale siciliana “O Mericu” spiega l’adattamento a Scoglio del Medico. Secondo gli studiosi lo scoglio “segnava il limite estremo, al di là del quale i marinai antichi, che da Palermo percorrevano le principali rotte di navigazione, scorgevano il vasto mare aperto prima di tornare a vedere terra.”(Gianfranco Purpura, 1999).        Basandosi su questa interpretazione si è risaliti all’espressione greca che si riferiva allo scoglio e che significa “scoglio congiunto”, ad indicare quell’entità rocciosa che rappresentava il tramite tra la vicina terra e la vastità del mare.

Ma sotto la superficie dell’acqua quanta di quest’aura magica marinaresca rimane? Di certo gli antichi navigatori non avevano idea della vita sottomarina che animava le acque basse circondanti lo scoglio. Ma navigandoci attorno la limpidezza delle acque di Ustica permette di scrutare il fondale e magari intravedere qualche grossa sagoma scura nuotare tra il verde, l’azzurro, il giallo, l’arancio delle rocce ricoperte di alghe e spugne; dalla superficie si possono intravedere movimenti di piccoli pesci, mulinelli d’acqua creati dalla corrente.

Lo scoglio non è un unico sito di immersione, infatti i percorsi subacquei disponibili sono molteplici; dal lato sud si può accedere ad un grande tunnel, il cui accesso è nascosto tra le rocce: dopo un breve stretto passaggio si allarga una grande sala sottomarina, buia solo al principio, che si apre su un palcoscenico blu, dominato da uno scoglio piramidale. Costeggiando la galleria si accede ad un’altra serie di cunicoli coloratissimi; verde, rosa, arancio, il giallo dei Parazoanthus e degli Astroides, crostacei, innumerevoli specie di nudibranchi, echinodermi, polpi. Attraverso questo labirinto di pietra si arriva al blu, ancora qualche enorme titano di roccia, e poi un pianoro, come una terrazza sul mare, da cui si possono vedere i veri protagonisti: Barracuda, Ricciole, Cernie e Dotti che si spingono oltre questo antico punto di non ritorno. Dal pianoro si accede a due canyons molto suggestivi, due profonde spaccature che entrano nel cuore dello Scoglio e all’interno delle quali trovano dimora Magnose, Nudibranchi di ogni tipo e le cui pareti sono ricoperte da spugne colorate e alghe. Sulla via del ritorno qualche Ricciola curiosa insegue e controlla i subacquei, nuvole di piccoli pesci animano l’acqua e la luce filtra illuminando le loro argentee livree. In sosta di sicurezza il paesaggio marino è affascinante, le Castagnole e le Donzelle Pavonine si intrecciano in un nuotare frenetico. Ma quello che ancora in pochi hanno esplorato è il lato Nord dello Scoglio del Medico: penetrando nella roccia, attraverso una stretta spaccatura, si accede al lato che affaccia verso il mare aperto e si comincia a circumnavigare l’isolotto, costeggiando ripide pareti, percorrendo canyons e tunnel, in un gioco di luce che sola anima quel tratto di mare silenzioso. Si raggiunge quindi il pianoro e si torna verso il punto di partenza, terminando il viaggio a 360° dello Scoglio; un percorso questo che rimane esclusiva di poche esperte guide subacquee che conoscono a menadito tutti gli anfratti del Medico.

Per staff

Complimenti Mario!!

Settimana di Maggio dedicato a Mario Savaris cuoco brasiliano amico dell’Isola di Ustica che ha terminato il primo corso Open Water Diver della stagione 2017 .

Mario ha superato l’esame brillantemente, commettendo un solo errore .

 

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Perché la Perla è Nera

Ustica viene comunemente menzionata come la “Perla Nera del Mediterraneo”. Questa dicitura fa riferimento a due delle principali caratteristiche dell’isola: la ricchezza e la peculiarità dei fondali marini e l’origine vulcanica. Tutti sanno, o si accorgono visitandola, che Ustica si è formata ad opera del vulcanismo, ma il vulcano dove si trova? O meglio, dove si trovava? Abbiamo voluto con questo articolo svelare il mistero della nascita di Ustica, che, siamo sicuri, è sconosciuto alla maggior parte dei visitatori. Inoltre la peculiarità dell’origine geologica dell’isola ne accresce ulteriormente il fascino; cosa c’è di più romantico che immaginare di vedere emergere dagli abissi gelidi una fontana di lava incandescente? Ok, punti di vista. Ma pensare a quanti migliaia di anni di sbuffi, esplosioni, effusioni ci sono voluti per dare forma a questo piccolo scoglio a noi fa venire i brividi.

Ed ecco che un milione di anni fa dallo stiramento delle placche Euroasiatica e Africana si apre una frattura della crosta terrestre dalla quale comincia a fuoriuscire il magma, una irresistibile scioglievolezza che si deposita ai lati di questa faglia e forma l’edificio vulcanico sottomarino; si tratta di una struttura che supera i 2000 metri di altezza e possiede una circonferenza di poco inferiore a quella dell’Etna. Di questo vulcano noi calpestiamo solo la sommità emersa. Il Marsili, il più grande vulcano sottomarino d’Europa, situato al centro del Tirreno, si è formato con le stesse modalità. La faglia dell’Arso, che attraversa l’Isola da nord-est a sud-est, corrisponde alla linea di frattura originaria; tale faglia è facilmente individuabile in un canalone che costeggia la strada che dal Faro di Spalmatore arriva fino al gorgo di San Bartolicchio ed accoglie un paradisiaco boschetto di eucalipti.

La costa Sud rappresenta la parte più antica di Ustica: le rocce che la caratterizzano affiorano 730.000 anni fa, prima che l’isola emerga, e si formano quando ancora l’attività vulcanica è interamente sottomarina e sparsa lungo tutta la linea di frattura. Intorno a 600.000 anni fa l’attività si concentra in un unico punto formando il condotto e il cratere che raggiungeranno la superficie, dopo altri 100.000, in corrispondenza del Monte Guardia Dei Turchi; l’attività di questo primo cratere si protrae per 20.000 anni, caratterizzata da colate lente e abbondanti, riconoscibili nelle lingue di roccia che da Oliastrello e Piano Dei Cardoni scendono verso il mare (Punta Galera).

Il Monte Costa Del Fallo rappresenta il secondo centro eruttivo dell’Isola, subentrato a Guardia Dei Turchi. Si distingue dal primo per l’attività vulcanica prettamente esplosiva, che porta alla formazione di tufi e ceneri, le cui tracce sono facilmente visibili sul tratto di costa che prende il nome di Scogli Piatti. Esauritasi l’attività di Costa Del Fallo, le eruzioni continuano in corrispondenza di un centro minore che sovrasta Spalmatore.

A questo punto il vulcano decide di riposare per 50.000 anni, una stasi che determina il cambiamento della composizione del magma ed esita in un’esplosione dalla quale sprigiona un’energia pari a decine di migliaia di bombe atomiche. Non è più così romantico adesso. E comunque definita sub-pliniana perché l’energia liberata non eguagliò quella dell’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C. Già.

Il versante nord di Guardia Dei Turchi e parte di Costa De Fallo vengono polverizzati e lo stesso cratere di Tramontana da cui origina l’eruzione collassa, provocando l’abbassamento della parte settentrionale dell’Isola. Si aprono dunque altri centri eruttivi minori da cui origina anche Cala Sidoti.

In seguito allo scioglimento dei ghiacci, tra 350.000 e 130.000 anni fa, Ustica viene a più riprese sommersa dal mare ed i detriti ricoprono le rocce vulcaniche, creando dei Terrazzi Marini.

L’attività vulcanica prosegue: sia quella sottomarina nei periodi di “trasgressione” del mare sia quella subaerea.  L’ultimo grande vulcano è rappresentato dalla Falconiera, il cui versante settentrionale collassa durante un’esplosione.

In seguito ad altre due trasgressioni marine tra 105.000 e 80.000 anni fa, l’Isola subisce dei rimodellamenti, legati a movimenti tettonici, che si traducono in un innalzamento della zona dell’Arso e in un frastagliamento della costa settentrionale, dando forma a ciò che oggi noi vediamo.

Alla Rocca Della Falconiera è stato allestito un museo geologico che racconta anche attraverso le immagini questo susseguirsi di eventi. È possibile inoltre visitare i geositi che hanno permesso di ricostruire la storia della nascita di Ustica, una gemma lavorata per migliaia di anni dal sangue infuocato della terra, una piccola roccia plasmata con il mare e con la lava. Dopo milioni di anni di attività vulcanica oggi possiamo godere di splendide grotte, di fertili campi di terra nera, di fondali brulicanti di vita, della trasparenza dell’acqua; possiamo osservare il mare da un promontorio sull’orlo di una immensa placca tettonica e aspettare che Palermo si avvicini sempre di più.